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Posted by adev | ADEV Associazione Diritti degli Esseri Viventi | domenica 17 gennaio 2010 18:42

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Maria Ester risponde

Posted by adev | ADEV Associazione Diritti degli Esseri Viventi | mercoledì 10 febbraio 2010 13:40

La sottoscritta Cardigliano Maria Ester ( 3284794831) , membro dell’Associazione A.D.E.V. (Associazione per i Diritti degli Esseri Viventi) chiede alla spett.le redazione la pubblicazione una lettera di risposta all’avvenimento tenutosi in data 23 c.m. presso il Castello Risolo nel comune di Specchia.

Sabato 23 u.s. la testata “La voce di Specchia”che da vita ai “Cenacoli culturali” (eventi culturali che prevedono la partecipazione di illustri ospiti) ha organizzato presso il Castello Risolo del comune di Specchia un convegno dal tema: “Randagismo, canili lager o cani di quartiere?”, moderato dal direttore editoriale de “La voce di Specchia” Rosaria Ricchiuto e al quale, in veste di relatori, sono intervenuti Alfredo Pagliaro, assessore al randagismo della Città di Lecce; Piero Manni, consigliere regionale e vice presidente della Commissione d’inchiesta sul randagismo istituita dalla Regione Puglia; Franco Sanapo, direttore sanitario della ASL Lecce; Floriana Catanzaro, componente della Commissione Regionale sul randagismo della Regione Puglia e Santino Giangreco, medico veterinario e dirigente dell’Ufficio Veterinario dell’ASL-Poliambulatorio di Tricase; i saluti sono stati porti dal Sindaco del Comune di Specchia Antonio Biasco e dall’assessore alla cultura Giampiero Pizza. A tale evento erano ovviamente presenti diverse associazioni di volontariato che operano nella provincia di Lecce e persone sensibili a tali tematiche.
Il tema piuttosto sentito preannunciava toni forti, soprattutto in virtù degli ultimi fatti che hanno coinvolto il canile di Tricase dopo il bliz della famosa trasmissione televisiva “Striscia la Notizia”, toni che sono stati spenti dagli interventi sicuramente poco incisivi ed improduttivi dei relatori che nulla di nuovo od innovativo hanno fornito riguardo al tema.
La scrivente ha partecipato, a dire il vero con un po’ di preventivo scetticismo, in qualità di membro dell’Associazione animalista A.D.E.V. che da anni si batte nel basso Salento nella lotta contro il randagismo e l’abbandono.
Ritenendo che, a sommesso parere, molto non sia stato rimarcato e ribadito, la stessa vorrebbe rispondere a quanto i relatori e partecipanti hanno risibilmente espresso circa il fenomeno del randagismo e dei canili lager.
Il problema è  stato analizzato da Floriana Catanzaro e Piero Manni, Alfredo Pagliaro ha propagandato alcune soluzioni ancora poco convincenti applicate dal comune di Lecce e il Dott. Sanapo ha candidamente rivendicato il buon operato dell’ASL priva di colpe ed al di sopra di ogni ragionevole dubbio. A caldeggiare i deludenti interventi soprattutto del dott. Giangreco e del dott. Sanapo durante il dibattito seguito al convegno, un preg.mo avvocato a cui la scrivente chiede venia per sconoscerne le generalità, amministratore di vecchia data, ha indicato, con squisito linguaggio forense, le colpe e le omissioni delle amministrazioni (compresa la sua) latenti e incapaci di prendere delle decisioni risolutive riguardo al fenomeno sempre crescente ed inarginabile del randagismo… la scrivente, sempre a sommesso parere, risponde però che quanto potrebbe sembrare un encomiabile e cristiano “mea culpa”, probabilmente teso a tacitare le coscienze di innumerevoli amministratori senza scrupoli, non basta a riscattare la dignità degli innumerevoli animali vessati per strada o nelle strutture lager che popolano il Salento. Sostanzialmente le povere bestiole non mangiano o guariscono con le scuse o le autoflagellazioni morali di coloro che già in tempi non sospetti avrebbero potuto far qualcosa ma non hanno mosso un dito, ammettendo poi successivamente e propagandisticamente che le colpe ricadono su amministrazioni latenti o peggio compiacenti. Già compiacenti, perché tutti sapevano e sanno ciò che accade all’interno dei canili, tutti sono al corrente delle tragiche condizioni in cui versano gli animali rinchiusi in strutture che i comuni e gli amministratori mantengono con i soldi dei contribuenti delegittimati anche del diritto di poterci entrare al fine di verificare come vengano spesi i soldi della collettività…La sottoscritta ricorda a sé stessa con rammarico quando due anni orsono fu contattata dal legale del sig. Sparasci, proprietario del canile di Tricase, e minacciata di denuncia se non fosse stato oscurato dal sito della propria associazione un articolo contro le condizioni disumane in cui versavano gli ospiti della struttura; la stessa forse dovrebbe ricordare al dott. Santino Giangreco un episodio accaduto circa quattro anni orsono, quando all’Associazione fu fatta richiesta di un cane, anche adulto, purchè di piccola taglia, che una volta legittimamente adottato, avrebbe dovuto affrontare un viaggio per essere trasferito presso la residenza dell’adottante. All’epoca l’Associazione, che aveva in cura solo cani di grossa taglia, si rivolse al dott. Giangreco nelle speranza di poter far adottare un cane dal canile di Tricase. Ovviamente tale adozione sarebbe seguita al buon esito delle analisi attestanti la buona salute dell’esserino sottoposto ad adozione…Se lo ricorda il dott. Giangreco che all’epoca disse alla scrivente che nessun cane corrispondente ai requisiti richiesti aveva superato il test di buona salute richiesto per l’adozione? In quei tempi non sospetti il canile di Tricase contava circa 600 unità… oggi spudoratamente si sostiene con falso stupore che nessuno sapeva di quanto accadesse in quell’inferno, oggi viene data mestamente ed ipocritamente colpa alle amministrazioni…l’Ill.mo avvocato partecipante tra il pubblico alla serata, saprà sicuramente meglio della modesta scrivente che durante il processo di Norimberga i giudici dopo aver condannato gli autori delle stragi nei campi di concentramento nazisti, ribadirono la loro condanna anche nei confronti della popolazione tedesca tutta, indicando l’impossibilità che la stessa sconoscesse quanto accadesse a pochi passi dalla civiltà; anche i canili sono a due passi della civiltà, a due passi dalla politica, a due passi dai palazzi comunali, a due passi delle classi di padroni che oggi altro non fanno che dire tra ipocrisia e falsa autocommiserazione “è colpa nostra”: troppo facile, troppo comodo, troppo intollerabile…quando intanto in totale spregio della legge nazionale e regionale amministratori ignavi continuano a perpetuare facili convenzioni con privati senza scrupoli, assetati soltanto del proprio tornaconto personale, detentori di strutture al limite della umana concezione.
Chi invece “ha messo le mani avanti” è stato il dott. Sanapo giustificando l’operato della ASL priva di colpe ed omissioni, detentrice di soluzioni contro il fenomeno del randagismo perché promotrice di campagne di sterilizzazione, ignara delle angherie a scapito degli animali rinchiusi nelle strutture, consapevole però del fatto che tale situazione sia attribuibile solo ed esclusivamente all’inciviltà e modus operandi della gente del sud …anche questo è un luogo comune troppo facile, troppo comodo…non è forse l’ASL che autorizza le strutture realizzate per ospitare i cani vaganti sui vari territori comunali? Non è forse l’ASL che dovrebbe controllare e vigilare sul buon funzionamento ed andamento delle strutture sanitarie atte ad ospitare mediante convenzione i cani vaganti o abbandonati? Lo sa il dott. Sanapo quanto Zoletyl le associazioni hanno dovuto acquistare e fornire all’Asl prima delle campagne di sterilizzazione perché i veterinari della stessa si lagnavano di non avere le forniture quando le fatture attestavano ingentissimi carichi a favore dell’ASL di Zoletyl e Tanax( che doveva servire a cosa poi?) di cui magari si servivano arbitrariamente gli stessi veterinari che oltre ad essere dirigenti asl possedevano studi veterinari propri? Lo sa il dott. Sanapo che l’ultima campagna di sterilizzazione è stata fallimentare a causa della inefficienza degli operatori ammessi con regolare concorso designati per il recupero dei cani randagi da sterilizzare? Ed infine lo sa il dott. che durante la precedente campagna di sterilizzazione ai cani in degenza nei canili dopo la sterilizzazione veniva saltato il pasto giornaliero perché “nessuno pagava per loro”? Se non  lo sa ciò è più grave di qualsiasi atto criminoso, perché si chiama omissione…
Chi scrive in questo momento ha partecipato con la morte nel cuore ad un convegno che sapeva di un grottesco deja-vu in cui tutti sembravano scandalizzati da quanto emerso dal bliz sul canile di Tricase, ma dopo il polverone sollevato quali misure saranno prese nei confronti dei colpevoli di tale scempio? La scrivente si chiede se ciò sarà destinato ad essere rispettosamente archiviato come già successo per il canile di Ugento ancora aperto nonostante il caso dalla stessa aperto alcuni anni fa; come già successo ancora precedentemente per il canile di Noha in cui terribili mutilazioni furono inflitte agli sfortunati ospiti della struttura; anche quel canile è ancora aperto e nessun provvedimento è stato inflitto agli autori di tali crimini a detta anche delle voci attendibili che circolano negli ambienti omertosi della stessa ASL in cui con reverenziale timore si ammette che a seguito del caso scoppiato riguardante il canile di Noha e la folgorazione delle corde vocali di numerosi cani presenti nella struttura, i due testimoni che in commissione medica avrebbero dovuto testimoniare contro l’autore di tali crimini vennero regolarmente assunti nell’asl e misteriosamente ritrattarono le proprie accuse…è facile e disarmante pensare che anche il caso di Tricase dopo essere servito per fare odience cadrà nel dimenticatoio.
Non solo… alla fine della relazione fatta di mere ed inconcludenti giustificazioni e impietosi “scarica barile” l’ill.mo avv. Laura Remigi, membro di una associazione ambientalista paventando i successi ottenuti grazie al consenso della amministrazione, ha palesato il proprio disappunto sul fatto che nessuna associazione presente avesse avanzato delle proposte tese a risolvere o quantomeno affrontare il fenomeno tema della serata. Probabilmente il gentile avvocato dovrebbe sapere che la proposte serie vanno presentate e discusse nelle opportune sedi, opportune sedi nelle quali l’associazione A.D.E.V., e probabilmente anche altre associazioni presenti sul territorio, da anni hanno faticosamente proposto soluzioni o progetti puntualmente inascoltati o disattesi dalle locali istituzioni. L’avv. Remigi non è ovviamente al corrente di tutti i tentativi di collaborazione tesi dall’Ass. A.D.E.V., stanca oramai delle richieste inevase dai comuni, dai progetti bocciati dall’ASL, dai problemi che quotidianamente si trova a cercare di risolvere senza che nessuno di influente muova una falange di dito. L’ass. A.D.E.V. si è fatta carico di un progetto di parco canile che nonostante le rassicurazioni preelettorali è stato poi disatteso dalla oggi commissionata amministrazione del comune di Ruffano, l’Ass. A.D.E.V. aveva proposto all’ASL la concessione di un piccolo ambulatorio di sterilizzazione ove veterinari volontari già contattati dalla stessa avrebbero sterilizzato gratuitamente prestando opera di volontariato, l’Ass. A.D.E.V. ha proposto la realizzazione di piccoli rifugi tesi ad ospitare solo cani malati ed incidentati, ha collaborato alla stesure di delibere mai emanate da parte di vari comuni, ha proposto soluzioni grandi e piccole, progetti ambiziosi ed economici, alla portata di tutte le necessità, l’Ass. A.D.E.V. dopo tanto dispendio di energie, forze e speranze è stata lasciata sola di fronte alla miseria che incombe su poveri esseri indifesi ed inconsapevoli della umana crudeltà. Lotta ogni giorno contro la fame, le malattie, gli incidenti, gli innumerevoli parti, l’inciviltà della gente e la sordità delle istituzioni, il tanto prodigarsi e i tanti problemi risolti sono stati ripagati solo da una ordinanza di sgombero di una struttura fatiscente prima concessa e poi negata dal comune di Ruffano dove trovano ricovero cani malati o abbandonati del comune, assistiti amorevolmente dalle cure dei pochi volontari dell’associazione senza nemmeno un soldo stanziato in favore. No avv. Remigi, questo non è un puerile tentativo di autocelebrazione a cui l’associazione è desueta; è solo la reale spiegazione alla reticenza della stessa a poter ancora proporre delle soluzioni…La voce dell’associazione di cui la sottoscritta si sta facendo portavoce in queste righe è stata strozzata in un ultimo impeto di voglia di andare avanti, in una miserevole richiesta di aiuto, in un’ultima carezza che mai risparmia ai propri assistiti, sui propri esigui e corrosi sforzi… sugli sforzi di Patrizia che a proprie spese e tempo si è occupata delle innumerevoli sterilizzazioni di Ruffano, su Romina che insieme a Patrizia si occupa amorevolmente delle cure dei cani e manutenzione della fatiscente struttura di Ruffano che ai nostri occhi sembra una reggia, su Biagio che insieme alla sottoscritta si mette in macchina e porta i cuccioli al Nord per le adozioni (perché l’ass. A.D.E.V. non “spedisce” i cani ma li accompagna verso adozioni serie e certe), su Giancarlo che legalmente rappresenta questo piccolo battaglione di “pazzi” visionari, su Ilaria che si fa carico di Specchia, Maria Rosaria di Casarano e Annamaria di Gemini e Ugento, su Rita e Maria aggredite anche fisicamente per l’assistenza su strada, sulla Protezione Civile di Taurisano che tante volte ci è venuta in aiuto e sulla sottoscritta che tutti i giorni sfama per strada cani di tre comuni e battendosi contro mulini a vento inoltra denunce chiedendo collaborazione nelle forze dell’ordine che puntualmente la disattendono…      
 Perché ciò che appare ineluttabilmente, semplicemente e chiaramente in questo tragico scenario è che le associazioni illegittimente sostituiscono quelli che sono i compiti spettanti alle istituzioni, fanno, anche se non potrebbero, ciò che ASL e amministrazioni dovrebbero fare o dovrebbero controllare che organi preposti lo facciano ma che invece disattendono… Non sarà forse un caso, e la sottoscritta si rivolge sempre al dott. Sanapo, che l’ultima campagna di sterilizzazione si è rivelata fallimentare perché ha attecchito solo nei comuni dove erano presenti le associazioni di volontariato che si sono fatte carico materialmente di pervenire e portare i cani ad essere sterilizzati, nei comuni ove non operavano associazioni di volontariato nemmeno un cane è stato sterilizzato…
Non è giusto, non è giusto che le associazioni si sostituiscano a quelli che sono i precisi doveri di amministratori e istituzioni che latenti, negligenti, sorde approfittano del buon cuore dei volontari che non sanno dire di no di fronte ad una cucciolata, ad un cane investito, malato o affamato…
La scrivente si rifiuta oramai di ammettere  che il ruolo delle associazioni in tutti questi anni sia stato relegato a sostituire delegittimandolo l’effettivo ruolo che dovrebbe essere ricoperto dalle istituzioni, perché i volontari non possono risolvere i problemi ma dovrebbero collaborare con le istituzioni per la risoluzione degli stessi.
E’ un girone dantesco, un circolo vizioso, un cane che si morde la coda: le istituzioni latenti con i propri comportamenti omissivi o commissivi per certa violazione delle leggi creano disagio e problemi e poi si cullano sull’operato delle associazioni che si arrabattano a risolverli ovviamente non riuscendovi…questa situazione grottesca ha deformato il reale ruolo delle associazioni di volontariato che dovrebbero coadiuvare con operato e progetti le amministrazioni, gli enti, le istituzioni tutte che proponendo risoluzioni tendono la mano al volontariato per aumentare la propria forza.
Per una sorta di assurda legge del contrappasso invece sono la associazioni che stremate tendono miserevolmente una mano cercando l’aiuto puntualmente negato da parte di istituzioni ree non soltanto di aver creato il problema ma ancora più colpevoli perché recalcitranti a risolverlo.
Per tali motivi l’Associazione A.D.E.V. dice basta con voce roca ma ferma, l’associazione A.D.E.V. non propone  e non crede più nell’aiuto di nessuno se non sulle proprie esili forze e va avanti nel proprio cammino percorrendolo, se necessario, anche nella illegalità, quella illegalità legalizzata dal silenzio assenso di istituzioni, enti amministrazioni e forze dell’ordine, chiedendo agli stessi provocatoriamente come intendano risolvere il problema e aspettando pazientemente che tale risposta si tramuti in fatti concreti e proposte serie…
L’associazione A.D.E.V. a tutt’oggi non sa se ci sia un futuro ma grazie ai piccoli amici salvati e riscattati dal dolore e dalla sofferenza, quotidianamente lo sfida.
    -Dott.ssa Maria Ester Cardigliano-
Associazione A.D.E.V.


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